Lettera di congedo dei professori dell’istituto Pergolesi

UNA STORIA DALLA FINE INDECOROSA

In Italia esistono 20 Istituti Superiori di Studi Musicali non statali come il “Pergolesi”, molti dei quali di vecchia fondazione. Nonostante la crisi economica, nessuno di questi istituti è stato rinnegato e abbandonato dai rispettivi enti finanziatori, che siano l’amministrazione comunale, provinciale o regionale, come il “Pergolesi” di Ancona. Al contrario, sono ancora supportati, oltre che finanziariamente, anche nella difficile contesa con il Ministero per ottenere la statizzazione, come prevede un articolo della legge 508/99.
Nel 1978 la città di Fermo riusciva a ottenere rapidamente la statizzazione della locale scuola musicale comunale, nata solo dieci anni prima. Abilità politica o tenacia culturale? Ancona ci ha messo quasi 80 anni e numerosi tentativi fatti dal dopoguerra in poi per ottenere il pareggiamento e dare finalmenteai giovani del territorio la possibilità di sviluppare il loro talento a livello professionale.
Dal 2001, anno del pareggiamento, il “Pergolesi” ha assegnato oltre 600 attestati legalmente validi: licenze, compimenti, diplomi di vecchio ordinamento e diplomi di livello universitario che solo un conservatorio può dare, diversamente dalle numerose scuole di musica private; ha promosso decine di iniziative concertistiche (“Progetto Clementi”, le stagioni deI “Mattino delle Muse”, “Jazz alle 13 cannelle”, “Incantesimi sonori”, ecc.), ha collaborato ai progetti provinciali (“Rete musica”, “Le musiche le ali” ecc.) e regionali (“Progetto Ponte”) per la divulgazione musicale, ma soprattutto ha continuato a fare formazione di livello superiore garantendo il diritto allo studio ai giovani di talento provenienti dalla provincia di Ancona, dal resto delle Marche e dalle altre regioni. Questi giovani ora sono insegnanti di musica, alcuni si sono affermati nel concertismo come solisti o come professori d’orchestra e portano con sé il nome dell’Istituto “Pergolesi” e di Ancona come luoghi dove si è definita la loro preparazione professionale.
Ma tutto questo per l’Amministrazione Mancinelli conta poco, o, al contrario, conta molto, tanto da volerlo nascondere. Troppe volte infatti si sono sentite le voci ufficiali della città sostenere che il lavoro svolto in tutti questi anni dal “Pergolesi” è stato inadeguato o addirittura assente; in alcuni casi hanno cercato persino di sminuire il ruolo della formazione musicale, attribuendole il compito di mera attività di base gestibile dalle strutture private. Sarebbe più dignitoso, oltre che più onesto intellettualmente, ammettere di aver voluto cancellare dalla storia anconetana una istituzione, nonostante questa fosse stata il frutto fortemente e tenacemente sostenuta e desiderata dalle precedenti amministrazioni sin dagli inizi del Novecento.
Esempi di demolizioni dei patrimoni culturali e delle strutture per la formazione dei giovani se ne vedono fin troppi in giro per il mondo e, purtroppo, con tragica ricorrenza cominciano a provenire anche da chi invece dovrebbe difenderli.
In attesa di conoscere il loro destino lavorativo, i docenti del “Pergolesi” si attenderebbero almeno la riconoscenza della città per aver cercato di difendere in ogni modo il presidio culturale contro la barbarie dilagante, giungendo persino a lavorare per due anni senza stipendio pur di assicurare ai propri allievi il diploma sperato o, quanto meno, una dignitosa ricollocazione in altra istituzione musicale, il più possibile lontana dal capoluogo e dalle Marche.

I docenti dell’Istituto Superiore di Studi Musicali “G.B. Pergolesi” AFAM di Ancona
Ancona 23 marzo 2015

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